le (proprie) verità
la verità è che non gli piaci abbastanza.
alle colonne di san lorenzo, assieme ad alcune bloggers e a diversi cocktails, l’argomento è inevitabilmente caduto su questo quesito imperituro nei secoli (dei secoli, amen – e l’amen ci starebbe, eccome).
l’ammissione più imbarazzante, da parte mia, si trova nel candore con cui posso affermare di aver anche creduto alle frasi stereotipate come: sei una bellissima persona, non sei tu ma sono io che non funziono, se non riesco ad avere una storia è solo un problema mio, sono sinceramente onorato dei sentimenti che provi per me, troverai quello che meriti - il tutto proferito in diverse occasioni da un’unica persona, se non altro coerente (vogliate cogliere l’ironia, grazie).
il mio personale disagio risiede, appunto, nell’avere in parte anche creduto! alle suddette affermazioni, nell’aver considerato perfino con un moto di tenerezza (sì, tenerezza! fucilatemi) le presunte debolezze e paure e perplessità del (presunto) “uomo” mio interlocutore.
ma la verità inconfutabile è, appunto, solo una: non gli piaci, o non gli piaci abbastanza. fa forse differenza?
stasera eravamo tutte donne single e d’accordo, a parte una mia cara amica, non conosco abbastanza le altre per poter dire che persone siano. ma non credo affatto siano da meno rispetto ad altre felicemente (?) fidanzate.
(non vale dire che le altre si accontentano e io no)
stanotte, rientrata a casa, ho letto la mail di un’altra mia cara amica, che mi racconta di come tutto sia statico, al contrario di persone che conosce, che magari intraprendono una convivenza, che in un certo senso vanno avanti.
e io mi arrabbio e penso una cosa banalissima: non è giusto.
non è giusto per me, non è giusto per lei, non è giusto per chi ha delle passioni che vengono sminuite o soffocate da una meritocrazia inesistente dove va avanti chi è raccomandato, non è giusto sentirsi raccontare delle scuse banali – a cui le amélie sfigate tendono perfino a credere! – , non è giusto incontrare il solito stereotipo di uomini, non è giusto che persone cattive, egoiste, mediocri abbiano qualcuno accanto mentre donne intelligenti, brillanti, con qualcosa da dire, con delle passioni, un senso critico, sensibilità e coraggio di osare siano sole.
io che della solitudine ne faccio quasi un vanto, io che credo vada provata, assaporata, imparando a conviverci serenamente, accettandola e sapendone trarre ricchezza, penso che accanto all’imparare a essere indipendenti, ci sia un mondo fatto di condivisione, tenerezza, abbracci, sesso, poesia di cui sono privata. ingiustamente.
e sinceramente non penso di meritarlo meno di altri. semmai il contrario.
ecco, l’ho detto.
mi si taccia di arrogante, presuntuosa o chissà cos’altro. chi mi conosce sa come sono nella realtà.
sono sincera, trasparente.
ho pretese alte, aspettative non indifferenti, desiderio di guardare sempre in alto.
ma non posso credere che sia questo il problema. significherebbe accettare la tiepiedità come la via per provare il palliativo, distorto e in fondo inconsistente, di quello che credo rappresenti – dopo la serena e felice accettazione di sé – la ricchezza più grande, che non dovrebbe essere privata a nessuno, soprattutto a chi continua a crederci, con una caparbietà ingenua e imbarazzante di cui riesce solo a scrivere, peraltro un po’ goffamente.
Filed under: i have a dream, le conseguenze dell'amore | 11 Comments
Non è un problema di meritocrazia.
Ci sono donne meravigliose che sono single, altre felicemente in coppia, altre ancora infelicemente in coppia.
Il nostro status amoroso è dovuto a tanti fattori variabili che diventa difficile fare una bella lista per poterli analizzare.
Credo però che cominciare a “non raccontarcela” sia il primo passo verso la persona che stiamo aspettando.
@plainsex, per meritocrazia intendevo meritocrazia vera, quella relativa al lavoro :-)
poi certo, i fattori da considerare sono tanti. diciamo che questo post è scaturito da una serie di riflessioni di ieri notte e da un’amarezza di fondo che provavo. per fortuna, non sono lì a pensarci di continuo o altro.
Stamattina mi sono svegliata e mi è venuto in mente un discorso che ho fatto con mia madre, un po’ di tempo fa: le chiesi se secondo lei mio fratello era veramente innamorato della sua compagna. Mia madre mi sorrise, come mi sorrideva quand’ero piccola e dicevo una delle mie solite cazzate romanticamente stucchevoli (da piccola ero molto peggio!), e mi chiese: “ma cosa intendi tu? il batticuore? …ma lascia perdere, va”.
No. Obiezione vostro onore. Se la realtà è davvero questa, preferisco continuare a immaginare stronzate.
Ed ora vado a prepararmi sennò pure oggi arrivo in ritardo! a tra mezz’ora! :)
la giusta via di mezzo tra amore dipinto, stereotipato, sognato, e amore infelice, schiavo dell’abitudine, usato e strizzato.. Eh.. riuscire a cogliere quell’equilibrio. Penso sia la cosa più difficile. Faccio la mia solita auto-critica e mi accorgo di aver avuto il secondo e ora sono incline ad aspettare il primo.. Equilibrio, mai.
Sai vale? mi ha fatto tenerezza sentirmi ripetere da te per la terza volta la stessa domanda: “ma è vero che sono tutte balle?”.
E io per la terza volta consecutiva ti rispondevo di si, “che sono balle”. E sai perché?
Per il semplice fatto che anche a noi è capitato (almeno una volta) di dire le stesse balle per non ferire. La prossima volta, se ti dovesse capitare di sentirti dire certe stronzate (e mi auguro di no), ripensa a quella volta in cui l’hai fatto tu di dire quelle balle. E gira i tacchi subitissimo. Ok?
p.s. Comunque, gran bel week end! da ripetere al più presto. :-)
@unacosacaso, preferisco anche io. quel ‘lascia perdere, và’ mi farebbe rimanere troppo male…
@kietta, per il primo aspettiamo tutte fiduciose, ahahah ;)
@blonde, sicuramente se ci sarà una ‘prossima volta’ a riguardo, sarò più preparata e meno incline alla fiducia incondizionata di chi pensa ‘ma perché dovrebbe dirmi una cazzata?’. che poi, ci sta se non vuoi ferire… ma se la persona che te lo dice CONTINUA a volerti vedere, è più difficile capire che siano solo frasi di circostanza… ma ora sono più vaccinata, diciamo così :-)
ps. we da ripetere senz’altro! io comunque non hop ancora digerito il brunch…!
c’è un vecchio proverbio che spiega perchè anche se “non gli piaci abbastanza” (parafrasando il film) il lui in questione CONTINUA a volerti vedere: “tira più un XXX di F… che un carro di buoi.” (ho omesso alcune parti ma credo che tutte e tutti conoscano il proverbio in questione).
Mi dispiace ma è la cruda e triste realtà.
p.s. io sono ancora piena da oggi a pranzo!!
ops. Vale mi sono loggata con l’account di splinder.
(pazienza) :-)
Blondeinside
Io sono un caso clinico allora… ho cenato! solo spinaci però! non posso dare la colpa al ciclo, sarà la volta dell’ovulazione.
Premettendo che mi piace quando scrivi “sincera” (anche se in generale tu sei sempre sincera), boh, io non so dirti bene come la penso, perché se mi faccio sempre idee piuttosto precise sulle altre, quando rifletto su di me mi vengono solo pensierini pollyanna, tipo “arriverà, quello che mi farà capire che la realtà è l’esatto opposto di come me la sono immaginata”. Boh, mi viene da pensare così.
(uso il tuo spazio per dire che deve essere stato davvero un bel fine settimana e spero spero spero di vedervi tutte al più presto)
@blonde, sì, mi sa che quel detto lo conosciamo tutti…! ed è davvero triste.
@unacosacaso, io ho mangiato di nuovo ieri a pranzo (poco)! domenica sera era assolutamente impensabile… comunque bisogna tornarci per il picnic, eh!
@alli, anche io ho di questi pensieri pollyanna. in generale spero un sacco, nonostante il pseudocinismo che mi accompagna di tanto in tanto. sì che ci vedremo tutte presto ;) e poi ci sarà slice II la vendetta, ahah!