ripartenze

28Dic09


“non penso più che la mia vita riguardi ciò che mi è successo. riguarda ciò che ho scelto di credere. non è quello che vedo, ma quello che penso sia lì fuori.
e alla fine, questa fine, ecco quello in cui credo.
il cuore è una creatura selvaggia e in fuga.
il cuore è un cane che torna a casa”.

helen humphreys, cani selvaggi


nebbia

27Ott09

accade così, a volte all’improvviso: qualcosa delude, qualcos’altro si spezza. in maniera irreversibile. molte persone appaiono lontane, estranee.
non ho più voglia di spiegare.
ha ragione simone de beauvoir: “mi aspetto molto da coloro che amo. forse troppo. mi aspetto molto, e magari chiedo troppo. ma non so esigere”.
non chiedo nulla, figurarsi esigere!
no, io sono quella che si allontana, in silenzio. senza disturbare. sono stanca di parole inutili. credo nella spontaneità dei gesti, del cercarsi. tutto il resto è artefatto e mi nausea.
preferisco non parlare, non raccontare. né le cose belle, i possibili cambiamenti per cui sto lottando, e che sono ora a un passo e forse domani lontani per sempre, né quanto mi paralizza.

vi lascio frivolezza e stupide presunzioni e tengo strette a me, spero ancora per molto, candore e leggerezza.


poi

25Ott09


ci sono momenti in cui sono così malmostosa e intollerante verso certa gente e apprezzo così tanto la mia asocialità che non so se complimentarmi con me stessa o mandarmi a quel paese.


sai, è un periodo molto difficile. forse perché continuo a pormi troppe domande. invidio chi si accontenta e chi decide di accontentarsi. invidio chi ride sempre, come una delle mie coinquiline. sarà anche lobotomizzata, ma vive sicuramente meglio di me.

non sono importante per nessuno, e forse nessuno è davvero importante per me. ho un carattere difficile. posso essere scontrosa e acida; prendo troppo le cose a cuore, mi arrabbio facilmente e dico quello che penso. questo non piace, lo so. si preferiscono le persone tranquille, accomodanti, che sorridono sempre e sono ovunque a proprio agio.

ma non mi sento in colpa per come sono. so di essere una persona autentica e leale. quando voglio bene a qualcuno, lo faccio con tutta me stessa, senza risparmiarmi. ma sono ormai persuasa che questo non interessi molto. le persone cercano altro; quello che conta è ridere, essere spiritosa, non dire nulla che possa turbare chissà quale equilibrio o serenità.
ma non importa. qualcuno, prima o poi, saprà guardarmi e andare oltre.

nel frattempo, cerco di difendermi, a mio modo.


poi ho scoperto il tumblr, dove ora scrivo spesso. non ‘trascuro’ il blog, quindi, per facebook et similia.
(e lo so che sembro snob nel dirlo, quando comunque anche io ho l’account fb)

il tumblr è più interattivo del blog. è più ‘veloce’; offre moltissimi spunti per confrontare pensieri e opinioni e per approfondire film, libri, autori e altri blog. tuttofamedia, in questo post, spiega perché io ami il mondo dei tumblr e perché, dopo quasi sette anni da blogger, stia trascurando questa piattaforma.
(e poi ci sono i raduni tumblr, ai quali non partecipano necessariamente coloro che ne posseggono uno, ed è una cosa bella. amo molto gli incontri che nascono dalla rete. si possono incontrare persone meravigliose, che altrimenti non avresti mai modo di conoscere, e ditemi se questa non è una bellissima opportunità di vita)

oggi sul tumblr ho scritto questo pezzo, e mi va di lasciarne traccia anche qui, perché rispecchia molto il mio stato d’animo attuale:

quello che mi fa soffrire è l’immobilità. la stasi intellettuale. la mancanza di stimoli (che sì, bisogna trovare dentro sé, ma alcune volte è difficile).
a volte, poi, basta poco a strapparmi dal senso di soffocamento e di rinuncia nel quale mi sento talvolta intrappolata, da un’asocialità di difficile definizione, che non riesco neppure a spiegare.
a volte basta un testo di sceneggiatura, il romanzo giusto al momento giusto (e chissà com’è, nei personaggi dei libri e dei film trovo sempre qualcosa che mi fa pensare a te), il pensiero di un week end lontano da milano.
e penso anche di avere voglia di roma, delle sue strade e del suo cielo. ne ho una voglia matta. fluttuano nuovi progetti e un colloquio che probabilmente si rivelerà una delusione, ma che al momento racchiude una possibilità nascente.
sono un’insoddisfatta perenne, tendente alla malinconia e al melodramma. a volte innamorata, più che dell’amore per le cose, dell’amore per l’amore per le cose, come scrive safran foer nel suo ogni cosa è illuminata.
se non altro, non mi nascondo a me stessa.



chiedere come stai? non per pura formalità. ascoltare la risposta e guardare l’altra persona negli occhi;
avere voglia di trascorrere del tempo con un’amica che sai star vivendo un momento difficile;
combattere la pigrizia mentale e la routine;
non avere paura di ammettere la propria solitudine (ma non parlarne, onde evitare di scivolare nella inutilità numero uno);
trascorrere un pomeriggio al parco tra libri musica e telefonate;
rendersi conto che certe amicizie rimarranno sempre, e non per le serate assieme, ma perché vi accomuna la voglia di andare oltre, che annulla le distanze e invece fa sentire lontane ed estranee le persone vicine;
andare al cinema da sola, guardare un film che fa ridere, riflettere e anche emozionare, alla fine. uscire dalla sala sentendosi incredibilmente bene;
mangiare più cioccolata di quanto potrebbe (o dovrebbe) esserne consentito;
ascoltare de andrè ed emozionarsi come non mi capitava da molto tempo;
constatare che la teoria e la pratica delle cose – amicizie, amori, rapporti professionali – non coincidono quasi mai, ma ricordarsi che questo non è un buon motivo per non rimanere delusa dalle persone (classificabile, del resto, come inutilità numero due);
alzare le braccia e dichiarare resa nel cercare di comprendere gli altri. ho la vaga sensazione che l’essere buona sia fonte di ogni delusione possibile;
appuntarsi che sentirsi soli è essere soli e che più sei innamorato di qualcuno più è difficile dirglielo, pensieri tratti da ogni cosa è illuminata.

non so se ogni cosa sia illuminata., probabilmente no. ma se in questo momento, per me, è difficile trovare pensieri felici, voglio cercare perlomeno di gettare luce intorno, quanto più possibile.